Giungere dopo una bella navigazione in una ridente baia ben ridossata,
darvi fondo e godervi l’immenso piacere della natura marina in una limpida
giornata di sole o in una nottata di luna piena, è una delle più grandi
aspirazioni del diportista nautico. Questo incantesimo non deve essere turbato
da comportamenti indegni, cominciando dalla manovra di fonda.

 

Purtroppo, nella buona stagione, giungendo in un sorgitore, spesso ci si accorge che non si è gli unici a conoscerlo e gli unici ad aver avuto la bella idea di trascorrere ivi alcune ore. Se sono presenti troppi yachts, in numero tale da non avere più acqua sufficiente per ancorarsi in sicurezza, è bene rinunciare e riprendere il largo, dirigendo per altra meta. Se invece si valuti che vi sia ancora possibilità di ormeggio,
occorre eseguire la manovra di ricerca del più idoneo punto di fonda con cautela e destrezza. Per prima cosa rallentare l’andatura, valutare eventuale scarroccio e deriva per passare sufficientemente distanti dalle altre imbarcazioni alla fonda, facendo la massima attenzione ai bagnanti e lasciando liberi eventuali corridoi di transito per le imbarcazioni locali. Portarsi sul punto di fonda tenendo la prua al vento, apprezzare bene quale sia l’ampiezza del cerchio di fonda necessario in funzione della profondità e della tipologia del fondale, infine dare fondo controllando con qualche energico colpo di elica indietro se l’ancora ha fatto bene testa (presa sul fondo).

A questo punto non mi stanco di rinnovare l’invito al civismo ed alla
cortesia marinara nel rispetto della reciproca tranquillità. Evidenzio che, in una baia, in particolare se contornata
da costa alta, i suoni si propagano con maggior facilità che in porto, dove il
rumore di fondo delle attività portuali assorbe parte del disturbo sonoro
emesso dal popolo delle imbarcazioni. Non vi è nulla di peggio, stando alla
fonda in una serena baia nel bel mezzo di una magica notte stellata, di essere
investiti dalle urla giocose ma odiose di un troppo allegro gruppo di
nautogitanti, che, a bordo o in costa, esprima ad eccessivo volume la propria
gioia, levandola ai propri vicini.

Se, stando in rada, proprio non si può fare a meno di utilizzare motorette di mare o surfs (a vela e non), tenere sempre ben presente che questi possono divenire armi micidiali: raggiungono velocità elevate alle quali è estremamente difficile controllare il mezzo nautico.
Utilizzare tali natanti solo lontano da costa e in acque libere, dove sicuramente non via siano bagnanti: non fare mai lo slalom fra le altre imbarcazioni alla fonda! Usare tanta prudenza e ancora prudenza, per non trasformare un piacere marinaro in un danno grave.

Un’altra raccomandazione. Capita spesso nei sorgitori affollati, che, al girare o all’intensificarsi del vento, qualche imbarcazione ari sull’ancora (l’ancora si muova sul fondo) e si avvicini eccessivamente o addirittura si affianchi ad un altro yacht in prossimità. Il diportista incivile reagisce all’avvicinamento degli scafi con urla selvagge, che ricordano i pirati all’abbordaggio. Quello civile cerca di aiutare il malcapitato vicino, passandogli una cima per trattenerne lo scarroccio, o, meglio ancora, si adopera con il proprio canotto per agguantare al vento la prora dell’imbarcazione in difficoltà, finché questa non abbia messo in moto e sia riuscita a salpare l’ancora.

Ora torniamo in navigazione, e percorriamo un tratto lungo costa. Mi rivolgo in particolare ai diportisti che solchino il mare con imbarcazioni a motore, perché sono sempre i più spavaldi e pericolosi. Non so perché, ma troppi navigatori di tal fatta si realizzano solo sfrecciando a tutta manetta a poche decine di metri da costa. Mi auguro che tali soggetti siano al più presto intercettati o deferiti alle autorità marittime, affinché siano loro impartite severe sanzioni, fino al ritiro della patente nautica! Il buon diportista naviga sempre a distanza di sicurezza dalla costa rispettando le prescrizioni di distanza nazionali e locali, o comunque agendo con il buon senso

Quando si deve necessariamente attraversare un braccio di mare
ristretto, ridurre sempre la velocità e fare bene attenzione alle piccole
imbarcazioni ed ai bagnanti in zona. Assicurarsi di non sollevare dannose
onde con il proprio avanzamento: il moto ondoso di scia si propaga fino ad
elevate distanze e può risultare pericoloso per inesperti bagnanti in costa, in
particolare per bambini che giochino sul bagnasciuga o presso una scogliera.

L’esuberanza (o l’inciviltà?) di chi lancia alla massima velocità una potente imbarcazione a motore, va frenata anche quando tali mostri marini incrocino yachts a vela o imbarcazioni intente alla pesca. L’esibizione di tanta potenza marina non deve nuocere agli altri, passando a pochi metri di distanza dagli sventurati natanti e facendoli sballottare sui cavalloni prodotti dalle centinaia o migliaia di cavalli del motore. Invito tali forsennati capitani di ventura a variare la propria rotta, per passare a giusta distanza dalle altre imbarcazioni. Qualora queste siano in navigazione, è opportuno attraversare la loro rotta di poppa. In caso di rotta obbligata, la potente imbarcazione a motore che sopraggiunge deve ridurre drasticamente la velocità.